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Cosa sono le lastre antivibranti in elastomero e la fisica dello smorzamento delle vibrazioni

Le oscillazioni meccaniche e gli shock dinamici generati dai macchinari industriali rappresentano una delle cause primarie di usura precoce delle strutture di supporto, affaticamento dei materiali e perdita di precisione nelle lavorazioni. Il contenimento di questi fenomeni si ottiene attraverso due principi fisici fondamentali: l’isolamento elastico e lo smorzamento. Le lastre antivibranti in elastomero agiscono intercettando la trasmissione delle onde d’urto e delle vibrazioni armoniche, impedendo che l’energia cinetica si propaghi dalla sorgente (vibrazione attiva) alle strutture circostanti, o viceversa (vibrazione passiva).

Dal punto di vista dei materiali, gli elastomeri sono polimeri sintetici caratterizzati da un notevole grado di elasticità. Sotto l’azione di una forza esterna dinamica, l’elastomero si deforma accumulando energia elastica, per poi riprendere con facilità la forma originaria dopo aver subito la deformazione causata da uno shock vibrazionale. Questa straordinaria capacità consente di dissipare le vibrazioni prodotte da macchinari industriali durante la loro attività produttiva. Il moto alternativo e rotatorio di motori elettrici, pompe, organi meccanici, compressori e presse genera forze alterne che si propagano nei basamenti. Per comprendere a fondo questo meccanismo di dissipazione energetica e capire come la gomma-metallo riduca la trasmissione di sollecitazioni strutturali, è fondamentale approfondire le basi dello smorzamento su come ridurre il propagarsi di rumori e vibrazioni con gli antivibranti in gomma.

Meccanismo di smorzamento delle lastre antivibranti in elastomero
Rappresentazione schematica dello smorzamento e della dissipazione dell’energia cinetica attraverso una piastra in elastomero sotto carico dinamico.

Parametri tecnici per il dimensionamento: durezza Shore, carico statico e frequenza propria

La selezione e il posizionamento delle piastre antivibranti in gomma richiedono un’analisi dei parametri fisici dell’applicazione. Un dimensionamento non corretto rischia di non isolare il sistema o, nello scenario peggiore, di amplificare le vibrazioni qualora la frequenza propria del sistema isolato dovesse coincidere con la frequenza di risonanza o con la frequenza di disturbo della macchina stessa.

I criteri principali da valutare per l’applicazione delle lastre in elastomero includono:

  • Durezza Shore (Sh): Definisce la resistenza allo schiacciamento e riflette la rigidità della mescola polimerica.
  • Carico statico e carico dinamico: Il carico statico rappresenta il peso costante esercitato dal macchinario sulla superficie d’appoggio, mentre il carico dinamico comprende le forze variabili e alternate indotte dai componenti in movimento.
  • Frequenza propria e frequenza di risonanza: La frequenza propria è la frequenza a cui il sistema isolato oscilla naturalmente. Evitare la coincidenza con la frequenza di risonanza è l’obiettivo primario di ogni progetto di isolamento delle vibrazioni.
Durezza Shore (Sh) Comportamento Elastico Sotto Carico Applicazioni Tipiche di Riferimento Sollecitazione Meccanica Prevista
Mescole Morbide (es. 45 Sh) Elevata deflessione statica, basso modulo di taglio Isolamento di piccoli compressori, ventilatori, linee di confezionamento leggere Carichi statici contenuti, frequenze medio-alte
Mescole Medie (es. 60 Sh) Bilanciamento ottimale tra elasticità e rigidità strutturale Pompe industriali, macchine utensili medie, basamenti per quadri elettrici Carichi statici medi, sollecitazioni miste
Mescole Rigide (es. 75 Sh) Bassa deflessione statica, alta resistenza ai carichi di compressione Presse meccaniche, cesoie, trance, grandi motori industriali Carichi statici e dinamici gravosi, shock impulsivi

Applicazioni industriali pesanti: isolamento di presse meccaniche, cesoie e macchine utensili

Nei reparti di stampaggio, tranciatura e carpenteria pesante, macchinari come presse meccaniche, trance e cesoie generano carichi impulsivi ad alta energia. Questi shock intensi propagano vibrazioni dannose attraverso la pavimentazione industriale e possono compromettere la stabilità e la precisione geometrica dei macchinari adiacenti. L’adozione di specifici antivibranti in elastomero consente di assorbire l’energia d’urto istantanea, dissipando le vibrazioni prodotte durante l’attività produttiva.

Nei reparti produttivi industriali, le macchine utensili operano a regimi dinamici severi. Torni, frese, rettificatrici e centri di lavoro a controllo numerico computerizzato (CNC) generano forze alterne intrinseche dovute al moto rotatorio dei mandrini, al movimento alternativo delle tavole e all’impatto degli utensili sui pezzi in lavorazione. Se queste forze non vengono isolate, si trasmettono alla struttura dell’officina sotto forma di vibrazioni e rumori, degradando la finitura superficiale dei pezzi lavorati e accelerando l’usura dei mandrini. Per preservare la precisione di lavorazione e la stabilità del macchinario, l’utilizzo di piedi antivibranti in gomma per macchine utensili rappresenta un accorgimento tecnico indispensabile.

Tappetini antivibranti per linee di processo, impianti di confezionamento e compressori

All’interno delle linee di processo industriale, macchine utensili quali compressori, centrifughe o confezionatrici producono una quantità notevole di vibrazioni durante il normale funzionamento. Diventa quindi fondamentale eseguire una riduzione dell’energia cinetica per ottenere un idoneo isolamento acustico e vibrazionale, proteggendo l’integrità dei dispositivi di misura installati lungo la linea.

L’integrazione di specifici tappetini antivibranti per linee di processo consente di realizzare una barriera resiliente ed estremamente versatile. Le lastre in elastomero, grazie alla loro capacità di essere modellate e tagliate, possono essere applicate sotto i punti di appoggio di collettori, nastri trasportatori e sistemi di pompaggio, distribuendo uniformemente i carichi statici e dinamici e minimizzando la trasmissione del rumore strutturale generato dal moto alternativo dei cilindri o dalla rotazione delle ventole.

Soluzioni per lavanderie industriali: piastre in elastomero per contenere le vibrazioni delle lavatrici

Nelle lavanderie industriali e commerciali, la presenza di grandi lavatrici è associata alla produzione di vibrazioni e all’emissione nell’ambiente circostante di rumore, a causa della presenza in questi macchinari di organi in continuo movimento

Domande Frequenti

Qual è la differenza principale tra isolamento e smorzamento delle vibrazioni?
L'isolamento riduce la trasmissione delle forze dinamiche generate da una macchina verso la struttura di supporto (o viceversa) interponendo un elemento elastico. Lo smorzamento è la capacità del materiale (come l'elastomero) di dissipare l'energia cinetica interna della vibrazione trasformandola in calore, limitando l'ampiezza delle oscillazioni, soprattutto vicino alla frequenza di risonanza.
Come si sceglie la durezza Shore A corretta per una lastra in elastomero?
La scelta dipende dal carico per unità di superficie (kg/cm²). Mescole morbide (45-50 Shore) sono ideali per carichi leggeri o per ottenere elevate deflessioni statiche (bassa frequenza propria). Mescole più rigide (70-80 Shore) si impiegano per carichi pesanti come presse, cesoie o grandi basamenti industriali, per evitare lo schiacciamento eccessivo della gomma.
È necessario fissare meccanicamente le lastre antivibranti al pavimento?
Nella maggior parte delle applicazioni industriali non è necessario alcun fissaggio meccanico (tasselli o bulloni), poiché l'elevato coefficiente di attrito dell'elastomero e il peso del macchinario stesso mantengono stabile la posizione della lastra, eliminando la necessità di forare la pavimentazione.
Si possono sovrapporre più strati di lastre in gomma tacchettata?
Sì, la sovrapposizione di più strati di tappetini tacchettati è una pratica comune per incrementare lo spessore elastico complessivo. Questo riduce la rigidezza dinamica del sistema d'appoggio, abbassando la frequenza propria e migliorando l'isolamento delle vibrazioni a bassa frequenza.
Come influisce la temperatura sulle prestazioni delle piastre in elastomero?
Gli elastomeri variano la loro rigidezza dinamica al variare della temperatura: a temperature molto basse tendono a irrigidirsi, riducendo la capacità di isolamento, mentre a temperature estremamente calde possono subire un invecchiamento termico precoce. Le mescole standard DAB sono ottimizzate per operare stabilmente nel range termico tipico degli ambienti industriali.
Cos'è il fenomeno del creep o scorrimento viscoso nell'elastomero?
Il creep (o deformazione viscosa sotto carico costante) è la tendenza di un materiale elastico a deformarsi lentamente nel tempo se sottoposto a uno sforzo costante prolungato. Le lastre antivibranti DAB sono formulate con mescole di alta qualità per ridurre al minimo il creep, garantendo il mantenimento dello spessore e delle proprietà elastiche per molti anni.
Possono essere utilizzate le lastre in elastomero sotto i pavimenti flottanti?
Assolutamente sì. Nell'edilizia acustica e tecnica, strisce o piastrine ritagliate da lastre in elastomero vengono regolarmente posizionate sotto i supporti metallici dei pavimenti sopraelevati per interrompere la trasmissione strutturale del rumore da calpestio e delle vibrazioni degli impianti.

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