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Perché il riduttore GPL richiede un isolamento dalle vibrazioni: sollecitazioni dinamiche e sicurezza delle tubazioni

Il riduttore di pressione GPL (Gas di Petrolio Liquefatto), comunemente definito vaporizzatore, è un organo termomeccanico soggetto a fluttuazioni di pressione e sollecitazioni fluidodinamiche continue. Il passaggio di stato del fluido da fase liquida a fase gassosa comporta repentine variazioni di volume e cadute di pressione concentrate. Questo processo di espansione, unito all’apertura e chiusura ciclica delle valvole interne e al moto turbolento del gas ad alta pressione, genera forze alterne d’inerzia. Tali forze si manifestano sotto forma di micro-vibrazioni ad alta frequenza e ronzii acustici (strutturali) che si propagano attraverso la staffa di fissaggio e i punti di ancoraggio.

Quando il riduttore è fissato in modo rigido alla scocca del veicolo o alla struttura portante di un impianto di riscaldamento o industriale, queste eccitazioni dinamiche non vengono dissipate. Si trasmettono così alle parti strutturali adiacenti, agendo come sorgenti di rumore indotto e trasformando le lamiere in casse di risonanza. Al di là del danno in termini di comfort acustico per l’utente, la mancanza di un adeguato disaccoppiamento elastico espone le tubazioni rigide in rame, i raccordi flangiati e le connessioni termoplastiche a fatica meccanica. Le sollecitazioni oscillatorie non smorzate aumentano il rischio di cricche, fessurazioni e allentamenti strutturali sui punti di giunzione del circuito ad alta pressione. Implementare sistemi per ridurre il propagarsi di rumori e vibrazioni con gli antivibranti in gomma rappresenta una misura tecnica essenziale per salvaguardare l’integrità e la sicurezza dell’intero impianto gas.

Schema tecnico di un supporto antivibrante cilindrico
Sezione tecnica di un supporto antivibrante cilindrico per il disaccoppiamento di riduttori gas.

Criteri di selezione dei materiali: mescole in gomma-metallo, silicone e acciaio inox per l’esposizione a forti escursioni termiche

L’ambiente operativo di un riduttore GPL, specialmente se installato nel vano motore di veicoli industriali, agricoli o vetture bifuel, impone requisiti severi ai materiali elastomerici. Il supporto antivibrante deve operare in presenza di forti escursioni termiche, che spaziano dalle temperature rigide degli avviamenti invernali fino alle temperature elevate prodotte dal calore radiante del blocco motore e dal liquido di raffreddamento caldo (necessario al processo di vaporizzazione del GPL). A questo si aggiunge la potenziale esposizione a fluidi aggressivi, vapori oleosi, carburanti e agenti atmosferici ossidanti.

La scelta della mescola in gomma-metallo influenza direttamente la durata e l’efficacia dello smorzamento. Sebbene la gomma naturale (NR, Natural Rubber) presenti eccellenti proprietà di isolamento elastico e alta resilienza, in presenza di temperature ambientali severe o potenziale contatto con idrocarburi si preferisce l’impiego di elastomeri sintetici come il nitrile (NBR) o il silicone (VMQ), capaci di mantenere inalterata la durezza Shore nel tempo. Per quanto riguarda le parti metalliche, la vulcanizzazione della gomma su inserti filettati in acciaio zincato o in acciaio inox (come AISI 304 o AISI 316) è fondamentale per prevenire la corrosione galvanica e l’ossidazione precoce del filetto. Questo approccio progettuale rispecchia i requisiti qualitativi già applicati negli impianti di evacuazione e descritti nelle linee guida sui supporti antivibranti per condotte gas e fumi combusti.

Calcolo del dimensionamento elastico: dal carico statico alla frequenza di risonanza dell’assieme

La progettazione dell’isolamento antivibrante richiede la determinazione dei carichi statici e dinamici agenti sul sistema. Il carico statico corrisponde alla massa complessiva del riduttore di pressione GPL, inclusi i fluidi interni (gas liquido/gassoso e liquido di raffreddamento circolante nell’intercapedine) e la staffa di montaggio. Lo scopo principale è calcolare la deflessione del supporto elastico sotto questo carico per evitare fenomeni di sotto-dimensionamento o sovraccarico.

Per ottenere un isolamento delle vibrazioni efficace (isolamento attivo), la frequenza propria del sistema isolato (frequenza naturale di oscillazione dell’assieme riduttore-supporti) deve essere nettamente inferiore alla frequenza di eccitazione della sorgente disturbante. Nello specifico, il rapporto tra frequenza di eccitazione e frequenza propria deve risultare superiore a 1,4142 (valore pari alla radice quadrata di 2). Rapporti inferiori indicano una zona di amplificazione o, nel caso peggiore, di risonanza, in grado di compromettere le tubazioni e le connessioni rigide.

La durezza Shore dell’elastomero rappresenta il parametro di riferimento per definire la rigidezza dinamica del supporto. Se la durezza Shore è troppo elevata, la rigidezza del supporto impedirà la necessaria deflessione statica, riducendo la capacità di isolare le vibrazioni ad alta frequenza (ronzii). Al contrario, una durezza Shore insufficiente comporterà uno schiacciamento eccessivo della gomma sotto carico statico, accelerando i fenomeni di fatica meccanica e riducendo la vita operativa del componente.

La tabella seguente definisce le correlazioni indicative tra la durezza Shore della mescola, il carico statico raccomandato per singolo punto di appoggio e la risposta in termini di deflessione percentuale e attenuazione acustica:

Durezza Shore Carico Statico Raccomandato (N) Capacità di Smorzamento Acustico Deflessione Sotto Carico (%)
45 Sh (Morbida) 5 – 20 Eccellente 15% – 20%
60 Sh (Media) 15 – 50 Buona 10% – 15%
70 Sh (Rigida) 45 – 100 Moderata 5% – 10%

Supporti antivibranti cilindrici DAB: configurazioni maschio/femmina ideali per riduttori di pressione

La gamma di componenti venduti da DAB Antivibranti risponde alle diverse configurazioni di layout tipiche delle installazioni termoidrauliche e dei vani motore. I supporti antivibranti cilindrici in gomma-metallo rappresentano la soluzione più idonea per l’ancoraggio delle staffe dei riduttori di pressione, grazie alla loro flessibilità di installazione in spazi ridotti e alla capacità di assorbire sollecitazioni radiali e assiali.

Le varianti geometriche standard disponibili a catalogo si adattano ai differenti schemi di montaggio:

  • Tipo A (Maschio-Maschio): Presenta due perni filettati esterni vulcanizzati. È la configurazione indicata quando sia la staffa del riduttore sia il telaio di supporto presentano fori passanti non filettati, consentendo il serraggio rapido tramite dadi flangiati.
  • Tipo B (Maschio-Femmina): Costituito da un perno filettato esterno e da un foro filettato cieco interno. Questa configurazione mista riduce gli ingombri assiali di accoppiamento, facilitando le operazioni di manutenzione e sostituzione in spazi ristretti.
  • Tipo C (Femmina-Femmina): Provvisto di due fori filettati ciechi. Consente di realizzare un fissaggio strutturale robusto tramite viti di lunghezza calibrata, eliminando sporgenze filettate dal telaio e proteggendo il corpo elastico da torsioni anomale in fase di montaggio.

Tutti i supporti cilindrici, integrati nella proposta tecnica di antivibranti DAB, agiscono interrompendo la continuità fisica tra i metalli, impedendo la propagazione delle onde elastiche strutturali.

Applicazioni a confronto: riduttori per impianti di autotrazione (automotive) vs sistemi di vaporizzazione industriali

Le metodologie di isolamento dalle vibrazioni per i sistemi GPL si suddividono in due categorie applicative distinte per entità delle masse, portate del fluido e sollecitazioni dinamiche.

Mentre nell’ automotive e nel settore dei veicoli da trasporto il focus primario è focalizzato sulla riduzione del rumore percepito in cabina e sulla resistenza alle sollecitazioni dinamiche indotte dal manto stradale, nei sistemi di vaporizzazione industriali l’attenzione è rivolta alla prevenzione della fatica strutturale sulle grandi condotte e sulla stabilità di flussi ad alta portata.

Nei veicoli stradali (autoveicoli, mezzi agricoli, carrelli elevatori), i riduttori GPL hanno masse contenute, solitamente inferiori a 3 kg, ma sono soggetti a bruschi transitori di accelerazione e vibrazioni originate dal motore endotermico. L’isolamento si ottiene installando piccoli supporti antivibranti cilindrici con filettature metriche M6 o M8. Nei sistemi di vaporizzazione industriali, destinati ad alimentare reti di distribuzione o bruciatori di grandi impianti industriali, i gruppi di regolazione presentano pesi significativi e tubazioni rigide di grande diametro soggetto a colpi d’ariete e vibrazioni a bassa frequenza. In questi scenari, l’applicazione richiede soluzioni specifiche come gli antivibranti a campana SUCON o gli elementi elastici della linea SURMAC, progettati per sopportare carichi statici e dinamici elevati e contrastare i fenomeni di disallineamento e usura precoce delle parti meccaniche descritti nell’approfondimento sugli antivibranti per impianti industriali.

Errori di montaggio da evitare: sollecitazioni di taglio improprie e cortocircuiti acustici

L’efficacia di un supporto antivibrante in gomma-metallo può essere compromessa da una posa in opera non corretta. L’errore più comune in fase di installazione è il cosiddetto cortocircuito acustico. Questo fenomeno si verifica quando una parte metallica rigida bypassa l’elastomero (ad esempio, a causa di una vite di fissaggio troppo lunga che tocca il fondo della filettatura cieca, di rondelle di diametro eccessivo che scavalcano il corpo in gomma, o di tubi di mandata del gas eccessivamente rigidi e tesi che vincolano rigidamente il riduttore alla scocca).

Un ulteriore aspetto critico è l’orientamento spaziale del supporto rispetto alle forze agenti:

  1. Posizionare i supporti in modo che il carico statico principale (forza peso del riduttore) agisca lungo l’asse longitudinale dell’antivibrante cilindrico, lavorando prevalentemente a compressione.
  2. Evitare configurazioni in cui l’antivibrante sia sottoposto a costanti sollecitazioni di taglio puro (forze perpendicolari all’asse dei perni filettati). La sollecitazione di taglio riduce la vita utile del giunto vulcanizzato gomma-metallo, favorendone il distacco precoce.
  3. Integrare sempre tratti di tubazione flessibile o inserire curve di compensazione (es. curve a lira) sulle linee del GPL e dell’acqua di riscaldamento collegate al riduttore, permettendo al supporto elastico di flettere liberamente senza trasmettere tensioni meccaniche ai raccordi.

Specifiche e assistenza per supporti elastici per riduttori gas

L’individuazione della soluzione antivibrante idonea per un riduttore di pressione GPL richiede una valutazione tecnica che tenga conto di parametri quali la frequenza di risonanza attesa, le temperature di esercizio del vano di installazione, i carichi statici localizzati e la resistenza agli agenti chimici esterni.

DAB Antivibranti, forte di un’esperienza di oltre 40 anni nella produzione di sistemi antivibranti e componenti industriali in gomma-metallo, vende articoli standard con ampio magazzino e su richiesta può realizzare articoli con metalli e mescole differenti.

Richiedi un preventivo per la tua soluzione antivibrante — Contatta DAB al numero +39 02.90782170 oppure via email all’indirizzo: info@dab-antivibranti.it

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Domande Frequenti

Perché il riduttore GPL genera ronzii fastidiosi all'interno dell'abitacolo?
Il riduttore/vaporizzatore GPL trasforma il gas dallo stato liquido a quello gassoso. Questo processo genera fluttuazioni interne di pressione e turbolenze che creano micro-vibrazioni. Se il riduttore è fissato rigidamente al telaio del veicolo, queste vibrazioni si propagano come rumore strutturale, manifestandosi sotto forma di ronzii e rimbombi acustici all'interno dell'abitacolo.
Quali sono i vantaggi dell'installazione di supporti antivibranti su un riduttore GPL?
L'installazione di supporti antivibranti disaccoppia acusticamente e meccanicamente il riduttore dal telaio. Questo elimina la trasmissione dei ronzii all'abitacolo e protegge le tubazioni rigide del gas da fenomeni di fatica meccanica e micro-fratture, aumentando la sicurezza complessiva dell'impianto.
Quale configurazione di antivibrante cilindrico è preferibile per i riduttori di pressione?
Le configurazioni più utilizzate sono quelle maschio-femmina (Tipo B) o femmina-femmina (Tipo C). Permettono un fissaggio stabile e sicuro sulla staffa del riduttore e sul punto di ancoraggio del telaio, riducendo gli ingombri e facilitando le operazioni di manutenzione senza torcere la gomma.
Come influiscono le temperature del vano motore sulla scelta della mescola in gomma?
Il vano motore è soggetto a forti escursioni termiche, da temperature sottozero invernali a oltre 100 °C. Per applicazioni standard si utilizza la gomma naturale (NR) protetta dal calore radiante, mentre per applicazioni industriali o ad alta temperatura si preferiscono elastomeri speciali come il silicone (VMQ), che mantiene inalterate le proprietà elastiche.
Come si definisce la corretta durezza Shore per questa applicazione?
Per riduttori GPL automobilistici (peso tra 1 e 3 kg) si consiglia solitamente una durezza Shore medio-morbida (tra 45 Sh e 60 Sh). Una mescola troppo dura non consentirebbe un isolamento ottimale delle alte frequenze responsabili del ronzio acustico.
Cos'è un cortocircuito acustico e come si evita durante l'installazione?
Si verifica quando un componente rigido (come una vite di fissaggio troppo lunga o un tubo metallico del gas privo di flessibilità) tocca contemporaneamente la staffa del riduttore e il telaio del veicolo. Questo crea un ponte rigido che trasmette le vibrazioni aggirando il supporto antivibrante. Si evita garantendo luce visiva attorno all'elastomero e creando curve flessibili sulle tubazioni.
Posso usare supporti cilindrici standard DAB per applicazioni GPL industriali?
Sì, ma è necessario calcolare accuratamente il carico statico e la portata dei flussi di gas. Per grossi vaporizzatori industriali, le masse in gioco richiedono supporti con capacità di carico superiore, come gli antivibranti a campana SUCON o i sistemi della linea SURMAC di DAB.
I supporti antivibranti per riduttori gas resistono al contatto con idrocarburi e oli?
Le mescole standard in gomma naturale hanno una resistenza moderata agli agenti chimici. In caso di esposizione diretta e prolungata a oli, benzine o solventi nel vano motore, si consiglia di richiedere a DAB supporti in mescola nitrilica (NBR), altamente resistente agli idrocarburi.

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